domenica, 01 giugno 2008



Capita che certi giorni mi venga fuori più del solito l'anima dell'esploratrice mista a un senso di colpa per non aver ancora visitato per bene questa città che ormai mi ospita da 6 anni, mettici che l'amoro deve ancora vedere un sacco di cose di questa città e il gioco è fatto!

Così mi armo di guida e cartina e vado alla scoperta di un tot di monumenti.
Partenza Campo dei fiori.
La mattina si respira un'aria strana, pochi turisti un mercato di frutta di cartone, con i prezzi più cari delle città! Ma la pizza bianca più buona di Roma ( o almeno tra le migliori) la trovi li, rigorosamente sfornata da pochi minuti!
Prendendo un viuzza si arriva in meno di 2 minuti a piazza farnese, ecco finalmente ho scoperto dov'è!
Prendiamo il pulmino che porta ai piedi del Gianicolo. Ai piedi si fa per dire, il panorama merita la scalata sotto il sole! Da li si può scendere a piedi fino a trastevere, fare un salto alla chiesa di santa Maria in Trastevere, alla piazzetta con la fontana rivestita di bar!
La basilica di Santa Cecilia per esempio merita una tappa, oltre che per la sua fantastica posizione, per il coro delle monache!
La santa in questione ha pagato con la vita la sua fede, al centro dell'altare si trova  una statua che la rappresenta nel momento della sua morte, semplice ed essenziale. A lei viene attribuita una predilizione per la musica e per questo è la protettrice dei musicisti.

Li vicino, a poche centinaia di metri c'è il biscottificio Innocenti, li si può respirare un aria antica, sia per gli arredi, sia per l'odore di biscotti che senti per la via mentre ti avvicini alla vetrina azzurra. Una vetrina di altri tempi, con dolci di altri tempi, semplice bontà freschissime. Anche i prezzi sono davvero di altri TEMPI!

Vista la giornata particolarmente calda, un salto dal grattacheccaro sul lungo tevere si rende obbligato! 2 euro per una granita enorme con tanto di amarene, per recuperare gli zuccheri!

Da li arrivare a campo dei fiori è un passo, di pomeriggio ha un aria completamente diversa. Il rito dell'aperitivo la fa' da padrone. Tanti i locali che fanno l'happy hour fino alle 6. Un aperitivo prima di andare in un posto di cui avevo solo sentito narrare.
In via del pellegrino poi, per continuare i sogni da esploratrice non ci siamo fatti mancare un salto alla libreria del viaggiatore. Una piccola bottega di legno piena di guide da tutto il mondo, cartine, narrativa di viaggio e tutto il necessario per sognare. Alla fine stare un ora li, è un modo per rimettere in pace il cuore e sperare in un futuro con il conto meno rosa! Uscire senza un libro è praticamente impossibile!

A conclusione di questa lunga passeggiata, ci concediamo un premio, un premio per la gola. Andare a mangiare dar FILETTARO.
L'odore di fritto mi tiene compagnia fino a casa, ma erano anni che non mangiavo del baccala fritto!
venerdì, 14 marzo 2008
author: aboutalice @ 09:26
category: viaggi, studenti
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Sono stanca... ho dormito 11 ore ma non sono bastate!

Tra poco arriva pasqua e metto per una settimana il cervello a riposo!

Devo monitorare Tom e Jerry per un esame!

Sogno in continuazione che chiedo la tesi.

Sogno lezioni.

Anche i miei sogni sono stancanti.

Vacanza ... una vacanza!

Nessun volo economico , son mesi che voglio andare a Parigi.

Attendo tempi migliori!

 

sabato, 05 gennaio 2008
author: aboutalice @ 11:28
category: viaggi, foto, vita di coppia
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Napule è...

Abbiamo deciso per gli ultimi giorni dell'anno di regalarci un viaggetto pacifico, di passare l'anno con due persone che hanno visto nascere il nostro amore, di passare l'anno con due persone uniche che hanno condiviso con noi molta strada.
Visto che abbiamo condiviso così tanto insieme era giusto finire e cominiciare l'anno nuovo con loro.
Così ho preso l'aereo il 29 e ho trovato al ritiro bagagli un gianduiotto tenerissimo, che mi aspettava da ore!
Si perchè una volta tanto nella vita devi trovare qualcuno che ami che ti accoglie a braccia aperte a Roma.
Non lo vedevo da un mese, eravamo impacciati come i primi giorni.
Il giorno dopo eravamo gia a Napoli, soleggiata ma fredda.. che l'inverno si sente anche al sud!
I giorni con i nostri amici del cammino sono volati, tra una pizza e una passeggiata a san gregorio armeno tra le statuine del presepe e un babà, tra  i banchi del pesce e il capello di maradona ( e se non ti bevi il caffe nel bar che lo ospita ti si inceppa la macchina foto)!
e cosi abbiamo visto gallerie, cercato i regali che mancavano da fare , abbiamo ricevuto due cornetti rossi porta fortuna, e ci siamo scaldati a suon di risate.
la mattina i nostri amici ci portano il caffe a letto e io mi sento a casa e sento che loro, giorno dopo giorno sono sempre di più una famiglia.
E Luisa ha sempre le mani da MAMMA, e Ciro nel suo cuore avrebbe posto per mille figli.
e nonostante il veglione ci abbia devastati, siamo stati davvero bene!
E si dicono tante cose di Napoli, che è invasa dai rifiuti ( che noi non abbiamo visto) che tutti vanno senza casco, ma una cosa questa città la può insegnare a molte altre... il calore.

Alla mezzanotte ho visto la citta pulsare a intermittenza come un grande albero di natale, tante luci arancioni che si accendevano e spegnevano lungo il mare, e fuochi d'artificio, tanti fino al mattino quando la mezzanotte era ormai lontana.

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martedì, 13 novembre 2007
author: aboutalice @ 19:15
category: viaggi, racconti, cammino di santiago
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Questo pomeriggio ho aperto il libro di Mantovani, intercultura, e all’inizio c’era proprio una frase che non ricordo bene a che punto del cammino di Santiago l’avessi incontrata.

 

Caminante, son tus huellas

el camino, y nada mas;

caminante, no hay camino

se hace camino el andar

Antonio Machado

 

Credo che sia scritta in qualche rifugio o in qualche muro di qualche città, ma in fondo dove è scritta ha poca importanza.

Il cammino ancora una volta ricorre nella mia vita, ancora una volta in modo casuale.

Mi alzo di scatto dalla sedia e afferro la cartina che una volta arrivata a Santiago ho comprato in uno dei tanti negozi di Souvenirs che ornano le strade che portano alla Cattedrale.

Decido che è arrivato il momento di appenderla al muro.

È una cartina plastifica e lunga, segna tutta la strada che ho percorso. Dal confine Francese ho attraversato tutta la Spagna per giungere quasi fino alla costa. Già un piccolo rimpianto, non essere arrivati a Finisterre.

Cerco le puntine, prendo il martello, la cartina è sul muro.

Resto qualche minuto davanti alla cartina e passo il dito sulla strada. Il dito scorre piano sulla superficie liscia, la sensazione è piacevole. I ricordi affiorano in ordine sparso, le sensazioni le sento ancora vive sulla mia pelle, anche se oggi fa freddo sento il calore del sole sulla faccia.

Il cammino nasce per caso, quando qualcuno mi chiede perché rispondo quasi sempre “perché no?”. Ma è sempre una risposta parziale, ho fatto il cammino perché qualcosa mi ha chiamato a farlo.

Ho sempre avuto questa percezione e lungo la strada si è sempre più rafforzata.

C’è stato un momento in cui l’ho capito, stavo camminando lungo le mesetas e mi sono tornate in mente le parole di Fra.

Durante la fase di preparazione del viaggio e in particolare mentre compravo le scarpe e attrezzature varie, dicevo sempre che DOVEVO fare il cammino, lui mi disse che non dovevo ma che VOLEVO.

Per me dovere in quel momento voleva dire più di volere.

Quella mattina persa nei miei pensieri, me ne stavo in silenzio pochi passi davanti ad A., e tutto mi è parso improvvisamente chiaro. DOVEVO.

Era il cammino che in qualche maniera mi aveva chiamata, cosi come aveva chiamato Ercole, Cesare i Cissati.

Non sei tu che fai il cammino è il cammino che ti fa.

Ho sentito parlare per la prima volta del cammino due ragazzi del sito ir.it , due ragazzi che a tutt’oggi il cammino non l’hanno fatto.

Ho preso informazioni sul cammino tante volte sul sito pellegrinando.it.  Con A. ne abbiamo parlato per anni,  due e mezzo più o meno. Ho sempre pensato che l’avrei fatto con lui, che fosse la persona giusta. I tempi sono diventati maturi questa estate, sapevo che era il momento giusto.

Prima di partire ero spaventata da questa impresa, avevo paura di soffrire, avevo paura di non farcela, avevo paura di fallire. Si più di tutto avevo paura di mollare alla prima salita alla prima difficoltà seria. In famiglia mi hanno sempre dipinta come una che non finisce mai quello che incomincia, che alla prima difficoltà molla tutto. La fatica non fa per te, mio padre me lo dice sempre. Mia madre era convinta che alla prima tappa avrei mollato e sarei tornata a casa.

La settimana che ha preceduto la partenza ero talmente agitata che non riuscivo a dormire. Nonostante in tanti mi avessero detto che sarebbe andata bene, io avevo paura.

L’incontro con A. alla stazione di Genova è stato preceduto da un week con Pulcia e Dani. A sorpresa ci capita anche un certo fiorentino amico di raduni. Qualche consiglio sparso e qualche battutina hanno alleggerito le mie paure. A. mi aspettava davanti al binario uno.

Un lungo abbraccio prima di prendere il treno per Nizza.

 

Continua…

martedì, 30 ottobre 2007
author: aboutalice @ 16:55
category: viaggi, foto, video
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giovedì, 20 settembre 2007
author: aboutalice @ 08:22
category: viaggi
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Spesso mi capita di pensare alla giornata passata a Santibanez, al quel 15 agosto di quest’estate, alla pioggia che ci accompagnava lenta passo dopo possa in mezzo a quei vitigni prima di ricevere il messaggio dei nostri amici pellegrini che si erano fermati da Ercole. Mi ricordo perfettamente le parole di Ercole, intimità immediata , il sentirsi a casa in qualche modo strano, quel senso di familiarità e condivisione a pranzo, le bottiglie di vino che si svuotavano velocemente cosi come le lattine di birra, e mi ricordo soprattutto un frase di Bernardo: che cazzo racconti quando torni a casa? Io non racconto un cazzo … chi cazzo ti crede?

Io fino a quel momento non ci avevo mai pensato a tornare a casa, io fino a quel momento non ci avevo mai pensato che dovevo raccontare qualcosa, ma è stato un pensiero che è andato veloce quel pomeriggio … ed è tornato solo al mattino seguente, quando smaltita la sbornia abbiamo ripreso la strada cercando le frecce gialle.

E ora che sono tornata a casa e quel momento mi sembra lontano nel tempo ma fisso nel cuore, mi stupisco di come abbia un’immagine chiara stampata nella testa di tutti quelli che erano li quel giorno, io che non riesco mai a fissare nessuna immagine dentro di me.

E mi stupisco di quanto quella frase sia vera, perché raccontare il cammino non è facile, perché molti vedono solo la fatica e tanti vedono solo il viaggio… ma veramente pochi possono capirne la spiritualità.

La spiritualità per me non è mai stata devozione ottusa.

E con il tempo non mi sento più di raccontare del perché ho fatto il cammino, del fatto che mi sia sentita chiamata a farlo e di come nei giorni passati a camminare ne abbia avuto tante dimostrazioni… ogni pellegrino ha il suo motivo, tutti i motivi sono motivi validi.

Allora mi limito a rispondere alle loro domande sullo sforzo fisico, sul peso dello zaino, sulle vesciche, sui ragazzi che stanno nelle foto e chiaramente su A. … e tengo nel mio cuore i ricordi più belli, i piccoli momenti che hanno fatto grande il cammino.


 

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lunedì, 09 luglio 2007
author: aboutalice @ 09:09
category: viaggi, futilità
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Stanotte sono andata a vivere in una casa bellissima… piano terra ambiente unico, scatoloni di lui ovunque… e una cucina lunga lunga…

C’è che come al solito dovevo partire e lo zaino non l’avevo preparato…e ci trovavo la biancheria dell’ultimo viaggio ancora dentro… e il sapone aveva sporcato tutto… c’è che tanto dovevo prendere lo zaino più piccolo e chi se ne frega!

C’è che ero felice mentre lavavo le tazzine della colazione … e sistemavo frettolosamente le stoviglie in quei cassetti enormi che solo una cucina di un ristorante ha!

C’è che mi guardavo intorno divertita, le foto appese al muro, tutte in bianco e nero, scattate in qualche viaggio fatto da lui prima… non erano mie!

C’è che allo specchio non mi riuscivo a specchiare perché stava troppo in alto… ma tanto avevo già deciso di cambiarlo.

Mi sveglio con un senso di benessere diffuso…

giovedì, 21 giugno 2007
author: aboutalice @ 20:35
category: varie, viaggi, manie, vita da single, futilità, vita condominiale
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Oggi inizia l’estate… fa un caldo che non si respira più dalle 9.30 !

Mi sveglio alle 8.10 grazie al campanello gentilmente (ma che si era incastrato il dito??) suonato dagli operai che devono rifare la facciata, c’è da spostare una macchina!

Peccato che io non ho la macchina…

Vabbè resisto mi rimetto a dormire … ma gli operai non dormono mica, il proprietario della macchina evidentemente si… perché due sono i casi o ha il sonno pesante oppure è andato in Papuasia che mi dicono essere un posto lontano ed insonorizzato.

Allora il capocantiere decide che siccome è sveglio lui e deve lavorare bisogna che ci si svegli tutti…principalmente il proprietario della macchina (che in realtà è partito in quel posto fantastico pieno di spiagge deserte , acqua cristallina e ovviamente silenzio)… attacca con il clacson della sua macchina che si è preso la briga di portare sin sotto il mio portone!

Io in genere sono una persona molto controllata, cordiale, addirittura  sorridente… e che stamattina mi sono proprio svegliata (sono 3 giorni che mi sveglia un clacson) nel bel mezzo di un sogno assurdo!

Io con la mia dolce sottovestina mi affaccio dal balcone,giusto per verificare quanto fossero idioti, i simpaticissimi operai mi squadrano e poi mi chiedono se è mia la macchina!

E che sta domanda proprio non era il caso di farmela,saranno stati anni che non urlavo contro qualcuno!

Tra consensi e risate si sono decisi a spostare la macchina di peso, io chiaramente mi sono fatta un caffè di dormire ormai non se ne parlava!

martedì, 29 maggio 2007
author: aboutalice @ 16:14
category: viaggi, relax, vita da single, terapia
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Ci sono giorni in cui tutto ti sembra andare in una direzione nuova… insperata … e piano piano tutto va al suo posto… e piano piano arrivano tante soddisfazioni, piccole gratificazioni che ti rinsaldano l’autostima, abbracci che ti scaldano il cuore, discorsi che ti fanno stare bene, sorrisi che ti fanno sentire a casa… e anche quando arriva il momento di salutarsi con un po’ di magone realizzi che certe persone le hai davvero nel cuore!

sabato, 12 maggio 2007
author: aboutalice @ 20:23
category: varie, viaggi, cambiamenti
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X scrive:
mi son infognato su google a cercar info e cose sul cammino, lo sapevo, quando inizio a pensare a una cosa..e son già in clamoroso ritardo per andare al cine, ma senti questa frase "occorre tener presente che il cammino si svolge da est verso ovest: quindi al mattino si ha il sole alle spalle ed al pomeriggio si vede il sole tramontare". che bella cosa..ciao ciao

Alice scrive:
buona serata .. e si deve essere uno spettacolo

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