Il freddo al nord è una cosa seria. Andare a Torino ha l’aria di quei viaggi lunghi di una volta, ho l’impressione che prima o poi sbuchi qualcuno con la valigia tenuta insieme dallo spago, in cerca di fortuna.
Invece il vagone è pieno di studenti di Architettura che rientrano da un viaggetto di premio nella capitale. Parlano tutto il tempo di serate passate in pizzeria di locali vuoti nel centro, e dei “prototipi” di uomo e donna. A Pisa sale una scolaresca di rientro dalla gita, ragazzine urlanti che si spingono per raggiungere il loro posto vicino all’amica del cuore. A Genova in treno si ferma, il capotreno annuncia ritardo per malore passeggero, Ragazzine vagano nello scompartimento a chiedere cortisone come si chiede un assorbente di emergenza, telefonando al fidanzato raccontando l’accaduto, con la morbosità tipica di quella età. Una di loro finisce in ospedale perché ha mangiato i crostacei nonostante fosse allergica.
Arrivo a Lingotto. 7 ore e 20 di treno mi hanno annoiato come previsto, il tempo non passa mai, soprattutto se il libro che stai leggendo ti delude.
Lui è li, con una rosa in mano. E’ San Valentino e anche se noi a queste cagate non ci crediamo non ha resistito. Lo abbraccio intimidita come sempre quando ci separiamo per qualche giorno.
In macchina trovo il cioccolato chiesto due ore prima.
Passo due giorni a conoscere parenti e amici, a stringere mani, a fare il possibile per sentirmi meno disagio.
Non sempre riesce.
Una mia amica passa per un pomeriggio torinese con il suo compagno, mi sento felice e rilassata, un abbraccio di quelli seri, di quelli che ti fanno capire che tutto va bene.
I restanti giorni li passo a fare turismo per la città, mi innamoro follemente della Mole.
È il mio riferimento per la città, spunta nell’aria a rassicurarmi.
Torino è locali colorati, bar minuscoli blu petrolio.
È folate di vento in vie con pochi passanti. È il mercato di porta palazzo con le sue mille lingue, per sentirti meno straniero, è portici per ripararti dalla pioggia.
Torino la domenica mattina è deserta, è nebbia che scende prima di partire.
È un ragazzo che vedi sparire piano mentre il treno va…








