giovedì, 28 febbraio 2008
author: aboutalice @ 17:51
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Il freddo al nord è una cosa seria.  Andare a Torino ha l’aria di quei viaggi lunghi di una volta, ho l’impressione che prima o poi sbuchi qualcuno con la valigia tenuta insieme dallo spago, in cerca di fortuna.

Invece il vagone è pieno di studenti di Architettura che rientrano da un viaggetto di premio nella capitale. Parlano tutto il tempo di serate passate in pizzeria di locali vuoti nel centro, e dei “prototipi” di uomo e donna. A Pisa sale una scolaresca di rientro dalla gita, ragazzine urlanti che si spingono per raggiungere il loro posto vicino all’amica del cuore. A Genova in treno si ferma, il capotreno annuncia ritardo per malore passeggero, Ragazzine vagano nello scompartimento a chiedere cortisone come si chiede un assorbente di emergenza, telefonando al fidanzato raccontando l’accaduto, con la morbosità tipica di quella età. Una di loro finisce in ospedale perché ha mangiato i crostacei nonostante fosse allergica.

Arrivo a Lingotto. 7 ore e 20 di treno mi hanno annoiato come previsto, il tempo non passa mai, soprattutto se il libro che stai leggendo ti delude.

Lui è li, con una rosa in mano. E’ San Valentino e anche se noi a queste cagate non ci crediamo non ha resistito. Lo abbraccio intimidita come sempre quando ci separiamo per qualche giorno.

In macchina trovo il cioccolato chiesto due ore prima.

Passo due giorni a conoscere parenti e amici, a stringere mani, a fare il possibile per sentirmi meno disagio.

Non sempre riesce.

Una mia amica passa per un pomeriggio torinese con il suo compagno, mi sento felice e rilassata, un abbraccio di quelli seri, di quelli che ti fanno capire che tutto va bene.

I restanti giorni li passo a fare turismo per la città, mi innamoro follemente della Mole.

È il mio riferimento per la città, spunta nell’aria a rassicurarmi.

Torino è locali colorati, bar minuscoli blu petrolio.

È folate di vento in vie con pochi passanti. È il mercato di porta palazzo con le sue mille lingue, per sentirti meno straniero, è portici per ripararti dalla pioggia.

Torino la domenica mattina è deserta, è nebbia che scende prima di partire.

È un ragazzo che vedi sparire piano mentre il treno va…

giovedì, 28 febbraio 2008
author: aboutalice @ 14:21
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Lavoratori flessibili in un paese IMMOBILE

Ci vogliono solo 5 anni dopo la laurea per avere uno stipendio decende, le donne vengono assunte meno facilmente degli uomini, i figli di dirigenti prendono il posto dei padri. Un Italia che non si rinnova.
Un Italia che mortifica i suoi figli, che non gli concede un futuro.

Queste letture di prima mattina mi fanno il buon umore, vado a lezione con uno dark spirit.
In aula il professore non si presenta, avrà letto il giornale?
A che serve sfornare nuovi laureati?
domenica, 10 febbraio 2008
author: aboutalice @ 20:06
category: cambiamenti, vita di coppia
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Tra pochi giorni lui diventa di nuovo dottore.
Abbiamo comprato delle scarpe da abito, insieme.
Lui non ci si vede.
Io lo vedo più grande, anche se sembra un bambino che prova la cartella la settimana prima di andare a scuola.

venerdì, 08 febbraio 2008
author: aboutalice @ 11:38
category: varie, perdonami, futilitĂ 
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Per quanti sforzi faccia continuo a ripensare a questa parola:
SECCA.

e a questa frase: quando sto con loro mi viene automatico chiamarti cosi, come loro.

Indovinate qual è l'altra parola a cui penso?
venerdì, 01 febbraio 2008

Fine. si, é finito uno dei mesi di convivenza più pesanti della mia vita di fuori sede (6 anni di esperienza).
In genere trovo qualche pregio in ogni persona, qualche vantaggio da ogni sfortuna ma in questa parassita non c'era niente di proficuo.
Resteranno negli annali le fobie che la divoravano, come la paura di chiudere i sacchetti della spazzatura, la paura di salire sulle sedie (anche se prima di andare via è riuscita ad arrampicarsi per raccatare i rotoli di carta igenica comprata al discount ,che tanto usava la nostra), la paura di stare da sola, la paura del buio , la paura di prelevare al bancomat.
Il lettore si può sentire giustificato allora dal pensare che questa persona avesse paura di tutto, ma invece no. Non ha nessuna paura del telefono, anzi lo ama di un amore viscerale.
Dopo giorni di trattativa infatti siamo finalmente riusciti a liberare la linea del telefono e chiunque a questo punto volesse chiamarmi ora ... può farlo.
Oltre al telefono ama più della sua vita cantare, e pensare che le mie orecchie odiano più della loro morte sentirla!
è una appassionata di barzellette, di quelle sporche, di quelle che mi raccontavano a 13 anni e ogni tanto , quando meno te lo aspetti ne tira fuori una, cosi per scaldare l'aria.
Affetta da diarrea verbale, sente l'esigenza di vomitare ogni pensiero le passi per la testa, perchè tenerli in giacenza produce dei danni irreparabili.
Passa il tempo in casa, a bruciare i pentolini, almeno un paio al giorno.
Ogni opera senza consulenza sembra impossibile, allora ti chiama dalle 20 alle 30 volte cosi per essere sicura che il rotolo della cartigenica finito vada nel secchio della carta o per sapere se puo rifare il letto alla sua compagna di stanza, e chiaramente per chiederti il telefono... manco a dirlo.
Le conversazioni giorno dopo giorno si fanno interessanti, soprattutto quando compare nella narrazione l'impavido ex fidanzato pugile (chiaramente usava lei come sacco) che ora si è messo con la figlia di un signore che se la comanda.
Chiaramente lei decide che lo ama e gli da retta quando lui la chiama, sfidando le minacce della nuova fidanzata, che gentilmente le ha comunicato che l'avrebbe fatta fuori.
Cosi tu nel dubbio di notte stringi forte forte le chiappe.
Ama aggirarsi per la casa con una salopett di jeans attilata tipica delle strappone, cosi nessun rotolo di ciccia può passare in osservato.
Nutre una passione sfrenata per la lingerie di un certo livello, si perchè ci tiene a farti vedere i suoi trofei dell'intimo hard core, uno per tutti il perizoma nero trasparente, con all'intersezione dei tre fili neri un pon pon nero di pelo con al centro una perla. L'astuccio che lo contiene è di pelle nera, tipo portafoglio da moneta. Il fratello che glielo ha regalato ha un ottimo gusto! (il mio ragazzo combatte ancora con i conati di vomito ricordando questi dettagli.)
Una mattina mentre facevamo colazione, mi ha chiesto come me la cavavo con la depilazione al pube, perchè lei ha un ottimo scaldacera e le fanno troppo schifo i peli.
Per sdebitarsi della nostra sopportazione e gentilezza, ha deciso di cucinarci la pasta con gli spinaci ... ci sono voluti 2 giorni per digerirla e 5 giorni per pulire la cucina dagli schizzi di spinaci ( il minipimer a volte è bastardo).
Jun ha avuto il piacere di saggiare un altra sua specialità, il mais al BURRO.
Compie azioni di distrosione dallo studio, dal sonno e dal sesso con dialoghi o domande del genere:
LEI: mi lavo i capelli perchè devo uscire posso?
IO : SI
LEI: me li posso asciugare?
IO: si
LEI: in camera o in bagno?
IO dove vuoi
LEI No dove vuoi tu.
Faccio in camera che ti disturbo meno
IO: SILENZIO
LEI: sai gia puzzano devo uscire
IO : SILENZIO
LEI :hai visto che ti disturbo meno
IO : SILENZIO
LEI:sono brava
IO :si
LEI: anzi bravina
IO: ok
LEI:a dopo
IO : SOTTOVOCE (a dopo... purtroppo).

In ogni sua frase c'è almeno uno di questi vocaboli : credimi, scusa è normale, ABOMINEVOLE (chissà quante volte se l'è sentito dire?!)

Ia busta di pane nel frigo, 3 kg. (che la pizza la pasta e il pane campano sono i più buoni e cosi si conserva per settimane).

E poi mi rimangono in testa i motti di sta ragazza, la lavatrice ad ogni costo. Anche se lo stendibiancheria è occupato.

La sua finta mania per la pulizia, puliva sul pulito cioe solo dopo che te avevi pulito.
Be stamattina è finito tutto.
I conti saldati (100 euro di telefonate  e internet).
Le chiavi alla fine me le ha lasciate, prima di andarsene con le sue 10 valigie di stazza da immigrato siciliano del boom economico, li sulla porta mi dice sorridendo che ora me ne posso andare a fanculo!
(ci si saluta cosi dalle sue parti) .

Rientro in casa, guardo il mio ragazzo e lui mi dice: O' ANIMALE se n'è andato.
Lo vedo andare verso il balcone, la guarda allontanarsi come un trampoliere in equilibrio precario per le valigie.
"O' ANIMALE" non cambiare mai.

P.S. e vattene affanculo.


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