Tutto va veloce come ogni fine settembre, le lezioni all’uni ricominciano e sono le stesse dell’anno scorso. Si perché l’anno scorso alla fine non ho fatto l’esonero e nemmeno l’esame, che come al solito la mia autostima si abbassa proprio quando non dovrebbe… e adesso mi ritrovo nella stessa aula e seguire le stesse cose, con una sostanziale differenza, sono molto più annoiata, una media di 10 sbadiglia al minuto. Durante le lezioni spesso faccio pensieri poco producenti, studiare l’orientamento lavorativo, parlare di orientamento , tutto questo gran parlare non aiuta a proiettarmi in un futuro positivo!
Spesso mi vedo in una classe con il mio bel vestito professionale che cerco di fare la simpatica convincendo gli studenti che l’orientamento li aiuterà nella vita, che li aiuterà a scegliere il meglio… ma loro sono molto più furbi di me … sono perfidi, voglio divertirsi e mi lanciano le schede di risposta addosso sotto forma di aeroplanini appuntiti e io me li ritrovo conficcati nei capelli che ormai si sono gia rizzatti per lo spavento … sono costretta ad abbandonare l’aula. Figurarsi se le nuove generazioni farebbero un COSA del genere. Ho molta fiducia nelle nuove generazioni. Sarebbero molto più geniali! Alla fine mi annoio anche a fare questi pensieri e riprendo a seguire la lezione… poi verso l’una la fame mi attanaglia e allora spero che la fine sia vicina .,.. certo non come nelle prime due ore quando il professore di fisiologia invece di parlarmi dell’elettroencefalogramma mi parla dell’elettrocardiogramma… MISTERI???… no assolutamente … il motivo lo so … è pure ovvio . Ma la mamma da piccola mi ha detto che bisogna portare rispetto per gli anziani !
Stare seduta in un aula mi pesa, spesso vado con la testa a un mese fa, mi sembra quasi di sentire il profumo della terra bagnata, il sole che sale piano piano dietro di me, i fiori che lui mi raccoglieva ogni mattina per metterli sullo zaino, i cavalli che camminavano liberi, i paesi che vedevi da lontano immersi nell'oro del grano ... camminare mano nella mano con lui... e ogni tanto incartarmi a guardarlo senza riuscire a dire nulla...
Per fortuna che ho sempre un giornale gratuito su cui leggere l’oroscopo, il cellulare per mandare messaggi all’amore mio, e un conto alla rovescia interno… si allora mancano 4 giorni a lunedì… si posso resistere!
Spesso mi capita di pensare alla giornata passata a Santibanez, al quel 15 agosto di quest’estate, alla pioggia che ci accompagnava lenta passo dopo possa in mezzo a quei vitigni prima di ricevere il messaggio dei nostri amici pellegrini che si erano fermati da Ercole. Mi ricordo perfettamente le parole di Ercole, intimità immediata , il sentirsi a casa in qualche modo strano, quel senso di familiarità e condivisione a pranzo, le bottiglie di vino che si svuotavano velocemente cosi come le lattine di birra, e mi ricordo soprattutto un frase di Bernardo: che cazzo racconti quando torni a casa? Io non racconto un cazzo … chi cazzo ti crede?
Io fino a quel momento non ci avevo mai pensato a tornare a casa, io fino a quel momento non ci avevo mai pensato che dovevo raccontare qualcosa, ma è stato un pensiero che è andato veloce quel pomeriggio … ed è tornato solo al mattino seguente, quando smaltita la sbornia abbiamo ripreso la strada cercando le frecce gialle.
E ora che sono tornata a casa e quel momento mi sembra lontano nel tempo ma fisso nel cuore, mi stupisco di come abbia un’immagine chiara stampata nella testa di tutti quelli che erano li quel giorno, io che non riesco mai a fissare nessuna immagine dentro di me.
E mi stupisco di quanto quella frase sia vera, perché raccontare il cammino non è facile, perché molti vedono solo la fatica e tanti vedono solo il viaggio… ma veramente pochi possono capirne la spiritualità.
La spiritualità per me non è mai stata devozione ottusa.
E con il tempo non mi sento più di raccontare del perché ho fatto il cammino, del fatto che mi sia sentita chiamata a farlo e di come nei giorni passati a camminare ne abbia avuto tante dimostrazioni… ogni pellegrino ha il suo motivo, tutti i motivi sono motivi validi.
Allora mi limito a rispondere alle loro domande sullo sforzo fisico, sul peso dello zaino, sulle vesciche, sui ragazzi che stanno nelle foto e chiaramente su A. … e tengo nel mio cuore i ricordi più belli, i piccoli momenti che hanno fatto grande il cammino.

Mi viene voglia di tornare alle mie buone e vecchie abitudini... dopo un caffe che sa ancora di caffettiera nuova, una sana mezzoretta in internet... a vagare senza una meta, come quando finisco un esame e vado in giro per Roma senza una meta precisa o come quando una mattina mentre sono per strada decido di non andare all’ uni... una sorta di filone come si diceva al liceo ... che poi filone non è... l’età delle giustificazioni è finita da un pezzo!
E allora gli scippo il pc... con un sorriso ... perchè il mio lo usa kikka per fare ricerche per l’uni in attesa che Kikko le porti i libri che ha scordato a casa!
E riscrivere nel blog è strano... e scrivere sul suo pc è strano ... e svegliarmi e averlo di fianco è strano... tutto troppo bello, troppo vivo!
E a volte la sera mi prende una paura strana che arrivi qualcuno e mi dica... bene il giro sulla giostra è finito ... scendi... e invece mi sveglio e lui è li... e lo guardo negli occhi e me la rido...
In questi giorni mi sento molto bridget jones nel secondo film... quando dice che gli anni di magra sono finalmente finiti perchè lei ha mark...
Intorno a me si scatenano reazioni da diabete... il mio adorato cinismo sentimentale è andato in aspettativa ... ha lasciato il posto alla serenità!
È proprio vero che le cose arrivano quando meno te le aspetti, prima di partire per il cammino di santiago con lui, nemmeno volevo o potevo immaginarmi che sarebbe finita così...
E invece ci siamo decisi a partire ... abbiamo fatto 800 km mano nella mano quasi tutti, abbiamo camminato sotto il sole, sotto la pioggia, con il vento ... abbiamo capito cosa vuol dire la fame e la sete, abbiamo apprezzato le piccole cose, ci siamo incantati davanti alle albe che avevamo davanti... a quel cielo che si colorava ... ho scoperto che dipendere in parte da qualcuno non è poi cosi male come avevo sempre pensato...
